GUECT0544.jpg

Dal 14 agosto al 25 settembre 2013, la galleria Ghetta di Ortisei (BZ), in via Rezia 59 ospiterà con la rassegna Bianco e Nero, opere d’artisti astratti del panorama italiano contemporaneo: Robert Bosisio (Truden, 1963), Willi Crepaz (Bressanone, 1963), Aron Demetz (Vipiteno, 1972), Franco Guerzoni (M odena, 1948), Robert Pan (Bolzano, 1969), Gregor Prugger (Ortisei, 1954). 

 
 
Robert Bosisio, con due opere dell’ultima serie head e figure, pittura a olio e cenere, 
costruisce una figura incerta, spirituale, quasi immaginaria. La sua tecnica non rifinisce i dettagli, benché lascia navigare liberamente la mente dell’osservatore, affinché possa creare la sua bellezza. 
 
Willi Crepaz, dopo il grande teschio con cui si è fatto notare sulla scena nazionale, l'artista continua la sua ricerca sui temi della vanità umana e sul linguaggio neo-pop. In questa mostra “bianco e nero” una grande statua che emula il movimento di una goccia che cade in uno specchio d'acqua. 
 
Aron Demetz, da anni concentra la sua attenzione sulla figura umana e sulla sua “traduzione”. Accanto al legno, che rimane l’anima di tutti i lavori, sperimenta materiali e tecniche che suggeriscono una metamorfosi: la foglia d’argento, la resina il fuoco e diversi tipi di lavorazione del legno. 
 
Franco Guerzoni, che crea vere e proprie mappature della materia in un tracciato misterioso ed 
enigmatico. Guerzoni ci conduce nel territorio dell’archeologia e di quella memoria antica, profonda e stratificata, di cui tutte le culture affacciate sul M editerraneo sono più o meno consapevolmente intrise. 
Quest’anno ha avuto un’importante mostra a Palazzo Pitti a Firenze dal titolo La paret e diment icata. 
 
Robert Pan, con una personalissima tecnica artistica, crea opere a metà tra la pittura e la scultura: sovrappone innumerevoli strati, cromaticamente variegati, di resina sintetica, m ateriale con il quale lavora da anni. Successivamente la leviga, la incide, la corrode con acidi fino ad ottenere degli oggetti tridimensionali dove, sulle lucide superfici, i colori brillanti o quelli dei metalli che utilizza, lasciano trasparire, a diverse profondità, ombre guizzanti di colori contrastanti e misteriosi segni. 
 
Gregor Prugger propone per la mostra bianco e nero la serie recente dei lavori su legno. Come lavaggi, o pioggia che cade su di una parete i lavori sembrano voler imitare il processo naturale che incide montagne e pareti in anni. Grazie a questo forte senso della memoria incisa nella materia, suggerito a volte anche dall'uso di pannelli di legno nero, i lavori si impongono per la loro presenza.